Quasi il 90% degli americani di età pari o superiore a 65 anni assume almeno un farmaco su prescrizione ogni giorno, e molti ne assumono quattro o più. Tuttavia, alcuni farmaci comuni utilizzati per problemi quotidiani come dolori articolari, disturbi del sonno, congestione nasale o bruciore di stomaco possono, nel tempo, esercitare una pressione eccessiva sul cuore.
Per molti anziani, i segnali possono sembrare facili da ignorare: stanchezza, caviglie gonfie, respiro corto, vertigini o battito cardiaco irregolare. Questi sintomi vengono talvolta attribuiti all’invecchiamento, ma in alcuni casi possono essere collegati al modo in cui determinati farmaci influenzano la pressione sanguigna, l’equilibrio idrico, la respirazione o il ritmo cardiaco.
La buona notizia è che la consapevolezza può essere d’aiuto. Con una valutazione medica adeguata, molte persone possono trovare opzioni più sicure, un monitoraggio più efficace o semplici modifiche allo stile di vita che riducono lo sforzo inutile a carico del cuore.
💊Farmaco n. 7: FANS come l’ibuprofene
I comuni antidolorifici come l’ibuprofene sono spesso usati per l’artrite, il mal di schiena o l’infiammazione. Tuttavia, in alcuni anziani, l’uso frequente può contribuire alla ritenzione idrica e all’aumento della pressione sanguigna. Questo può affaticare il cuore, soprattutto in persone che soffrono già di malattie cardiache, problemi renali o ipertensione.
Se assumete spesso antidolorifici, chiedete al vostro medico se sono ancora la scelta più sicura nel vostro caso. Non modificate mai la vostra terapia farmacologica senza consultare un medico.
